26 marzo 2007

Intervista seconda parte (di molte)


ConCept – In genere, chi ha voce in capitolo sulla normalizzazione di un pezzo scritto o disegnato é il direttore responsabile, o un caporedattore, a volte l’art director. Tu sei stato fondatore, comproprietario, uomo di redazione di più riviste - alcune come sappiamo fondamentali nella storia dell’Italia moderna. Quanto sei / siete stati “editori bianchetto”?
SCÒZZARI – Mai. Domanda del cazzo. Normalizzazioni? Noi? Hai studiato poco e male. Il bianchetto l’ho usato nei confronti degli autori, semmai: o mi piacevano, o non mi piacevano. Se decidevamo di pubblicarli, diventavano “intoccabili”. Che domanda… L’unico in venticinque anni al quale abbia rivisto seriamente le bucce era un certo Pino Cimò, un giornalista capace, tra l’altro, che svolse molte importanti inchieste per Frigo. Il suo problema era che scriveva da cani… Disperato, mi chiedevo sempre se avesse veramente frequentato la shcquola del’obligo. Gli riscrissi tutti i pezzi, ma le risultanze, le curiosità, le impostazioni, gli assunti, quelli non li toccavo proprio, anche quando, rarissimamente, non ero d’accordo con alcune sue tirate. Proprio non mi conosci, amico.

ConCept – Due parole sui new media, o meglio sulla censura in internet, alla faccia della cyberdemocrazia. Ora sei titolare di un sito, perciò editore, caporedattore e art director di te stesso (per quanto a volte ti affidi a collaboratori esterni per la realizzazione delle pagine). Tuttavia ci sono altre figure che entrano nel processo d’integrità dei contenuti: il webmaster, o in generale il provider. Alcuni fatti censori, oggi sempre più rari, sono capitati anche a te, ma sapresti dire quanto ti piace o infastidisce la figura dell’amministratore del sistema informatico (il famigerato root di unix) e se credi che tutto quel potere porti davvero al cosiddetto “delirio di root”?
SCÒZZARI –Non so che cosa intendi, sporco monk, ma so come si sta quando capisci che il tuo sito é sempre e comunque sub judice: se al web guru tira il culo, se ne partono intere porzioni di sito, o avvengono strani aggiustaggi di frasi. Danni collaterali da controllo amico, altro che root di unix… e finché non si ha la forza culturale di affrancarsi da questo famoso “Digital Divide”, si sta sotto cappella. Chi studia si emancipa, chi non studia vien corretto e “aggiustato” dai maneggioni. Poi magari, in un’altra vita, mi spiegherai che cos’é il “delirio di root”…

ConCept – Per tornare alla cara vecchia carta, prima di chiudere l’argomento censure/ revisioni non sollecitate, perché secondo te all’epoca di Tempi Supplementari girava la voce, tra gli autori di fumetti che pubblicavate, che Sparagna avrebbe alleggerito i testi dei baloon troppo corposi? Forse era solo una preghiera che Vincenzo rivolgeva ai giovani autori. Loro si indispettivano, mettendo in giro voci tendenziose … Oppure cosa?
SCÒZZARI – Oppure una minchia. Anche qui: per cambiare qualcosa, devi prima avere le competenze tecniche che te lo consentano. Al di là del fatto che Sparagna odia profondamente queste manipolazioni, tutte, é il direttore più modernamente antidiluviano che io conosca. Non conosce la formazione dei Rolling Stones, come vuoi che potesse metter mano a pellicole, impianti e fiele di bue? Avrebbe dovuto chiederlo a me, semmai, per cui figurati…. Tra l’altro: che cosa ne avrebbe guadagnato? Quale movente avrebbe dovuto indurlo a simili azionacce? Ci sono troppe serve tra i tuoi informatori, Bazza…

ConCept – Che cosa ti chiede la gente quando ti contatta? Che tipo di richieste ti fa lo sconosciuto medio?
“Dottore , mi salvi, mi faccia diventar Famoso. Lei che può tutto, abbatta questi stupidi muri di gomma che mi circondano, mi dia modo di spiegare al Mondo degli Ignoranti qual é il mio vero valore, che peraltro rifulge dalle mie tavole bellissime, non é d’accordo anche Lei, Dottore?”…. Cose così, più o meno. Sono in fondo le cose che abbiamo pensato tutti di fronte ad un editore. No hay verguenza, siamo carne bisognosa.

ConCept – Facciamo qualche esempio. Dimmi del gran rifiuto ad Hustler Comics. Su “Prima Pagare, Poi Ricordare” hai fatto nomi e cognomi, dunque falli anche qui … perché non si é concretizzata la collaborazione che in questo caso erano loro a sollecitare?
SCÒZZARI – Non ricordo più nulla di quel turpe episodio, e ciò ne sottolinea l’inutilità. Ricordo solo che mi chiesero di fornire tavole ed esempi, per giudicare se ero alla loro altezza. Americani. Li mandai a far delle pugnette con letizia. With lettuce.

ConCept – Altre richieste ti vengono spesso fatte da Assessorati alla Cultura di qualche Comune più o meno piccolo. Si tratta spesso di mostre personali, più spesso ancora di collettive - dunque di richieste gratuite di tavole in prestito. Sbaglio?
SCÒZZARI – Sì, sbagli. Nessun assessore cerca autori di fumetti, quasi mai. Ma forse esagero: qualche illuminato c’é, e quasi sempre nel Meridione…
Rifiuto per partito preso le collettive. Che cosa c’entrano gli altri con me? O io con gli altri? Odio le mostre a tema, con venti sceltissimi imbecilli che fanno i loro compitini su Pinocchio, o la Tortura nel Mondo, o Il Ricordo di san Pazienza da San Menaio…

ConCept – Molti chiedono invece tavole in dono?
Sempre meno. La loro sopravvivenza é chiedere, la mia rifiutare. Lentamente, stanno imparando.

ConCept – Altro risvolto delle richieste che ricevi copiose é quello degli interventi dotti in dibattiti, cineforum, convegni. Sempre il ’77?
SCÒZZARI – Sempre e solo.

11 marzo 2007

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SPOT: il lungimirante blog ANDREA PAZIENZA E L'ERA ZIO FEININGER vi aspetta al suo solito posto. Nei prossimi giorni prosegue il fuoco di fila dei "NO WORDS" con vari inediti di Paz, Magnus, Giardino e molti altri.

07 marzo 2007

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