Memorie dell'Arte Bimba

Accompagna il capitoletto che segue, l'ultimo in assoluto che vedrete nel blog, quindi, ingordi miei adorati, vedete di farvelo durare. Consumatene una sillaba al giorno, ecco. Magari mi pubblicano prima, e così potrete leggere tutto d'un botto...
…Ricordo benèssum la bidella con un occhio nero e l’altro azzurro hitler, un bidone sfatto e stanco che veniva a tumulare con secchi di segatura i nostri vomiti in classe e i nostri caffellatti esplosi sui termosifoni. Entrare ogni tanto con la fiaschetta dell’inchiostro e riempirci i quindici calamai era per lei uno spensierato diversivo. Feci finta di vomitare, una volta, mentre rabboccava quello del mio banco, ma non ci cascò; mi guardò con quel suo azzurro sfocato, e la nausea arrivò sul serio. Tutti i nemici, quando mi guardano, mi fanno venire la nausea, e gli azzurri poi non ne parliamo.
Alla fine si stufò, e per punirci, per dare alla combriccola qualcosa di consistente cui pensare, si presentò un giorno in aula portando a braccetto il figlio aviatore, reduce di guerra. Era cieco, con un viso meraviglioso, sereno, sorridente, cui facevan difetto occhi bianchi da pesce bollito, arrovesciati a quel cielo che l’aveva espulso, e migliaia di cicatrici tatuate blu. Le schegge, mugolò a una domanda di Santi, che poi volle informarsi anche sulle qualità dell’esplosioncina aerea: “Come si dice in questi casi?Beccato in pieno, o beccato al volo? E fu un busso forte?"
L’angelo caduto dalle nuvole della Patria tacque, ma sorrise e fece di no, no no no a tutti col moncherino rivestito da un guanto nero, lucido come i nostri grembiulini. Poi si congedò, salutandoci e sventolando ancora quella nera grinfia. Mi parve quasi una sua benedizione, con la quale volesse spronarci: volate anche voi nei cieli, dolci piccini, fatevi inculare come io fui inculato… poi ne riparliamo.
Urtò la porta mentre usciva. La madre pulì i miei vomiti fin verso la quinta elementare, che come vendetta mi sembra appena appena adeguata.
6 commenti:
Sai io sono un po' fissata,mi sento a disagio a leggere cose qua e la'.La verità è che vorrei leggermelo tutto d'un botto.Pagherei il giusto e così sarebbe a posto anche la mia coscienza.Sono sicura che questi "pezzi" saranno la gioia degli scrocconi, e anzi ti ringrazio per concederti così generosamente ma,ecco, volevo farti sapere che per quanto spiantata mantengo ancora un anelito di dignità.
be' come *ultimo* che vvo ddi? e poi? Le ricordo che aspettavo il pezzo di mister B. (valvotuttologo) e che Ella gnom me l'ha mandato (dal che segue tutta una serie di NON tra di noi e con l'altro mister B. [il ragioniere]).
Credo anche che Ella sia capace di scriverlo da sè, magari meglio, no?
Concludo con una perplessità... sul nostro forum Zio Feininger è venuto uno che ha accusato "parlate troppo poco di Pazienza!". Da buon Direttore devo rispondergli, ma che je dico???
Certo che Ella comprenderà il MIO PROBLEMA anche se off-topic, la mando calorosamente in quel posto dove "quanni ce stanno già". A rivederse
@d @lberto:
Che cosa vuol dire, in italiano corrente, il suo passaggio, da "be' come *ultimo* che vvo ddi?" a "...quanni ce stanno già"?
Lo denuncio come un classico caso di incomunicabilità programmata, per la quale non esistono medicine. Forse la buona volontà dei mittenti, se ancora gli resta.
Poi: "nostro" forum zio Feininger?
Siamo al plurale maiestatis? Con zio Feininger non ho mai voluto avere niente a che fare fin da quando era un corso di fumetti, e dopo aver notato nel suo princip@e esponente tendenze da cuculo (l'uccello che depone in nidi altrui, no?) ho pensato bene di astenermene ancor di più. Da zero a sottozero, diciamo.
Ehm, ho un calo di fosforo nella memoria;KI sono tutti 'sti mister B.? Misteri B?
be' il blog di Zio Feininger è sempre stato collettivo (7-8 persone) ... mi risulta che anche Ella ha insegnato a Zio Feininger, nella sua incarnazione Riminese (diretta da Brolli)
poi: perchè non ci fai un giro??
ANDREA PAZIENZA & L'ERA ZIO FEININGER
anzi, x essere più espliciti, perchè non racconti di Rimini, di Brolli, di Masi, delle sbarbe...
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