20 febbraio 2007

The Muzak and I



Le violén de Philippe

Il primo di Marzo, con un violino scozzarizzè, festeggerò la morte dell'inverno alla galleria Ta Matete di Bologna. Sarò assieme ad altri diciotto cosiddetti artisti, riuniti nella mostra "Violino d'Autore - Mostra e concerti per Violini Eccentrici".

Intanto vi mostro che cosa ho combinato a suon di pennarelli alle superfici del violino progettato e costruito da Ezia Di Labio, una liutaia che, come rivela il nome, è una donna, evenienza rarissima in liuteria. Ed è pure molto brava, non solo con le mani: l'idea di raccogliere attorno a sé una ventina di matti, e spronarli a reimpostare almeno visivamente le superfici del Sacro Violino, ferme impalate dal '700, è sua.

Appena me l'ha consegnato, per pompar l'Ispirazione ho tentato di suonare l'aggeggio così com'era, crudo, bianchiccio ed ancor odoroso d'alta falegnameria, usando come archetto una banana dell'Equador, ancor odorosa d'alta boscaglia. Ne ho ricavato buffi kick mentali, presto alacremente trasportati sul musicale abete e sul robusto acero: gli omini a testa piatta sono un omaggio agli omini che m'aveva insegnato a disegnare mio padre, il colpevole Motore di tutto ciò che mi passa per la zucca.

Ma passiamo alle cose che contano. Voi Ricchi, voialtri Riccoidi: accorrete numerosi! Ditelo anche ai Ricconi! Che lo dicano anche ai Riccazzi.
Dire che cosa? Che cosa può volere Scòzzari da voi? Be', i violini sono naturalmente in vendita - perchè tanto sbattersi, se no? - e l'Artista che vende farà a metà con la Liutaia. Magari non vi impressionerà più di tanto, siete impressionati solo dai moti della Borsa e degli agenti della Finanza, ma uno dei criteri che costruiscono il valore d'un violino, il principale anzi, è la sua sonorità, e sono lietissimo d'annunciare che il mio è tra i migliori del lotto, sia perchè uscito particolarmente bene dalle mani della muliebre Ezia, sia perchè prima di usare pennarelli all'alcol ho immerso il violino per un mese e mezzo in un mastello d'alcol etilico, giornalmente rabboccato, nell'intento di sgrassare lui ed inebriare me, oltre a sgrassare me ed inebriare lui (l'alcol etilico era in realtà grappa; gli effetti della banana erano ormai scesi a zero). Chi comprerà dunque la mia creatura "Siamo Tutti Chiodini Babbeschi che ballano una Giga del Cazzo" avrà per le mani un oggetto, mm, consono alle proprie aspirazioni d'investitore avveduto e collezionista smagato. Forse, se me lo chiederà, sarò pure disposto a ribattezzare il violino in un altro modo. Forse.

Tanto per dirne una: il violino del povero Jori è quello che suona peggio, avendo egli saggiamente optato per ottunderlo con appliques di gesso. Forse non ha bisogno di soldi, ma Io , perciò, cari Ricchi, se avete orecchie per intendere, e borsellino per regalarvi quel che avete inteso...

M
olti concerti faranno da appliques (non di gesso) all'evento, e saranno l'arma decisiva contro i mugugni dei babbioni sordi al rinnovamento estetico della Liuteria. Gloria ad Ezia.

5 commenti:

ha detto...

beh, io ricca non sono ma farò di tutto per esserci, magari riesco anche a portare qualche conoscente danaroso!
:)

Anonimo ha detto...

dov'è la gallery? Bologna?

Flìp La Folì ha detto...

Per lù e l'anonimù:
vi attendo a bulagna, in pazza S. Stefano 17a. Seguite l'odor di grappa. Io ci sciarò, sciateci tutti voi, amisci...

ha detto...

ci dici anche a che ora? e posso pubblicizzarlo sul mio blog?

Anonimo ha detto...

ciao Fili (gnm qui) ..giov non ci saro', purtroppo. ci sara' pero' Lu -che hai conosciuto a frigolandia-
io mi riservo sempre di passare da te con proposte serie.. merce sempre molto rara, mannaggia.

baci.
gnm